Sequenza fotografica
Tratta da La noche de Tlatelolco, Elena Poniatowska, ediciones Era, Messico1998, traduzione libera Georgina Martinez.
Didascalie
Tutto è iniziato con una baruffa tra studenti appartenenti a due gruppi, los ciudadelos e los Arañas, che si hanno fatto a colpi di fronte alla preparatoria Isaac Ochotorena e hanno provocato il confronto tra gli allievi di quella preparatoria con quelli della Vocacional 2 del IPN.…
Gli studenti della Preparatoria7 bloccano la avenida de la Viga e prendono due poliziotti. Il bazucazo alla porta della preparatoria indigno alla comunità di studenti
Mai si avevano visto in Messico manifestazioni spontanee di questa taglia! L’epoca d’oro, la più bella del movimento degli studenti fu tra agosto e settembre!
Una della prime grandi manifestazioni, quella del 27 agosto riunisce 300 mila persone. Portavano cartelloni, i ragazzi
volanteaban: non avremmo mai creduto che si sarebbero unite spontaneamente cosi tanti …
Los ferrocalrileros (lavoratori dei treni) nel 1958 furono stati da soli. Noi no
Gli operai si parteciparono con noi nel Movimento e domandavano la libertà dei suoi dirigenti, di Vallejo incarcerato da undici anni e dei detenuti politici…
Nelle brigate raccogliendo soldi siamo arrivati ad avere da mila a due mila pesos al giorno e distribuiamo 600 mila volantini
Città Universitaria era il rifugio degli studenti. Qui realizzavano le sue assemblee , stampavano i volantini, raccoglievano la sua propaganda. Dipingevano tutto: ai bagni hanno dato i nomi dei capi della polizia; le aule si chiamavano Camilo Torres e Che Guevara, scritte che avvisavano “Oggi tutto studente dignitoso è rivoluzionario”
Ci furono molte niñas popis (ragazze di famiglie benestanti) che parteciparono, che studiavano una laurea perchè “la cultura era una moda”. Ma furono in gamba, aiutavano ai compagni, portavano propaganda e volantini nelle macchine dei genitori
Prendevamo molti autobus… gli usavamo di casa e di palco…seduti sopra il tetto, partecipavamo alle riunioni… in quella epoca tutti ci battevano le mani.
Le marce in Messico erano stati al massimo di 15 mila persone. Però 600 mila persone e sopra tutto giovani! Quando si aveva mai visto una cosa cosi? All’ Angelo della Indipendenza si unirono molti gruppi.
Entrammo al Zocalo! Suonavano le campane della cattedrale! Due studenti di medicina salirono con permesso del sacerdote Jesùs Pèrez e accesero le luci della facciata. Tutto il mondo batteva le mani.
Dovevamo desacralizzare il Zocalo e lo abbiamo fatto tre volte… Per prima volta dopo quaranta anni una moltitudine di cittadini coscienti dei suoi diritti, una moltitudine indignata si faceva ascoltare di fronte al palco presidenziale, nella Piazza della Costituzione (Zocalo)
“Bisogna ristabilire la pace e la tranquillità pubblica. Una mano è tesa; i messicani diranno si questa mano resta tesa nell’area…” Il presidente della Repubblica, 1° agosto 1968.
“L’occupazione militare alla Città Universitaria, era stato un gesto eccessivo di forza che la nostra casa degli studi non meritava.” Il direttore Javier Barrios Sierra, 19 settembre 1968.
In agosto incominciarono le aggressioni, il professore e ingenero Heberto Castello fu brutalmente colpito; sparirono numerosi ragazzi ci furono stati molti incontri violenti ed sanguinolenti tra militari e studenti.
Nessuno sa niente della solitudine di un giovane tra i quindici e venti anni.
I soldati avanzavano con bayoneta calada come nei film…
I ragazzi del Politecnico d’origine umile e di campagna sempre furono molto bravi; tra loro i militari fecero molti vittime e in carcere la maggioranza dei giovani detenuti sono del Politecnico…
Ci furono molte madri alle manifestazioni; le stesse che dopo andarono alla camera dei deputati a protestare per la morte dei suoi figli
Gli autobus del Poli erano come la nostra casa, il nostro rifugio. Dentro ci sentivamo sicuri. Ogni volta che la gente vedeva un autobus del Poli, si metteva in torno.
Ricevevamo ai militari con molotov. Quello era il nostro potente arsenale.
Signor Presidente, come po’ offrire amicizia ai popoli della terra, quando non la abbiamo qui?
Appariva la V di vinceremo, fatta con le ditta dei ragazzi al marciare nella manifestazioni, depinta dopo sopra gli autobus, muri …
Ci mettevano tutti in fila con la mani in alto per la revisione
Alle 5.30 del pomeriggio, circa 5 mila persone si manifestarono alla Piazza delle tre culture a Tlatelolco per ascoltare ai dirigenti del Consiglio Nazionale di Sciopero… C’erano donne, bambini, vecchi seduti nel pavimento.
Vicino alla vecchia chiesa di Santiago Tlatelolco, si era riunita una moltitudine che mezza ora più tardi sarebbe distesa ferita di fronte alle porte della chiesa che non avrebbe mai aperto le porte per proteggere ai bambini, uomini e donne spaventai per la pioggia di pallottole…
Bruciare autobus era una cosa che facevamo… era l’unica maniera che avevamo di protestare contro il governo.
Ci mettevano in fila con le mani in alto e quelli con i capelli lunghi erano appartati. A un ragazzo le tagliarono pezzi di capelli con la baionetta. Pensavo che al mio fratello Ignacio le taglierebbero i capelli perchè lui era artista è aveva i capelli lunghi
Io queste cose li vedevo in “Combate” alla televisione. Non avrei mai creduto di guardarle in realtà.
“Il Consiglio Nazionale di Sciopero sarà giudicato per tradire alla patria!” …
Attenti, non muovere la lettiga, la ferita è nel ventre!
Sono rimasti nel pavimento tra pezzi di vestiti e fiori molte scarpe, sopra tutto di donna
Tlatelolco assomigliava un campo di battaglia…
Cinquecento donne furono alla Camere dei Deputati a domandare che l’esercito se ne andasse da Tlatelolco. Portavano cartelloni.
Nel frattempo da per tutto la gente cercava ai suoi morti o feriti. Alla questura numero tre ci hanno mostrato 30 morti. Alla croce rossa e agli ospedali c’erano più.
Chi ha disposto questo? Chi ha potuto disporre questo? è un crimine.
In vece di mettere ai ladri sfruttatori in carcere, Messico mette alla sua gioventù.
Il dottore Eli de Gortari, professore universitario e l’editore Manuel Marcuè Pardiñas, ex direttore del giornale di opposizione Politica …
Tre dirigenti del Consiglio Nazionale di Sciopero: Cabeza de Vaca, della Facoltà di Agricoltura a Chapingo, Fèlix Lucio Hernandèz Gamundi, del Politecnico e Luis Gonzàlz de Alba, della Facoltà di Filosofia e Lettere della UNAM
La Nacha con i cappelli lunghi, lo scrittore Josè Revueltas con la sua barba stile Ho Chi Minh, d’ avanti loro El Che, Antonio Rodriguez, la Tita, El Bùho, Eduardo Espinoza del Valle, in una aula della questura.
Il 2 novembre giorno di tutti i morti, si depositarono fiori e candele alla Piazza delle Tre Culture… Molti soldati ci vigilavano però improvvisamente si accesero mille di candele e tra gli alberi salirono persone che incominciarono ad orare per i suoi figli assassinati il 2 ottobre a Tlatelolco…
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You’re currently reading “Sequenza fotografica,” an entry on Massocro 1968, Città del Messico
- Published:
- June 24, 2007 / 9:57 am
- Category:
- b. Cronologia, c. Testimonianze
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